La regina dell’ Africa Eco Race scende tra noi ed è pronta a mettere in luce le sue qualità più
spinte, noi siamo rimasti stregati. Pregi, difetti, caratteristiche e prezzo: avrà meritato la lode?
L’abbiamo incoronata vincitrice della nostra maxi comparativa adventure, e adesso ritorna sul mercato anche la versione Rally dell’Aprilia Tuareg, anche lei legata nel nome alle prime mitiche Tuareg Rally, disponibili nelle cilindrate di 50cc, 125cc, e 250cc.
Beh, se la 660 "Standard" ci ha convito per l’ottimo compresso tra utilizzo stradale e fuoristradistico, questa Rally vuole andare oltre, desidera le strade più accidentate, le mulattiere più impervie e le grandi piste africane. Le differenze rispetto alla standard non sono estreme, a dir la verità, ma sono quelle modifiche nei punti giusti che son capaci di stravolgere tutto, trasformando un’eccellente adventure in una moto con cui, usciti dal concessionario, potreste tranquillamente andare a correre l’africa eco race. E' lo stesso Jacopo Cerutti a dirlo, che con i suoi successi ha contribuito direttamente allo sviluppo di questa moto.
Il progetto “back to Africa” nasce per riportare Aprilia nelle grandi gare nel deserto. Partendo dalla base della 660, il team Aprilia Tuareg Racing, con il supporto dei fratelli Guareschi, ha sviluppato una moto immediatamente competitiva. I risultati parlano chiaro: alla sua prima partecipazione all’Africa Eco Race, Cerutti conquista la vittoria, riconfermata nell’edizione di quest’anno. L’anima della Tuareg è quella di regina del deserto, un’affermazione che la rende perfetta per quegli enduristi che, passati alle bicilindriche, conservano ancora una certa nostalgia per le specialistiche.
Di seguito, l’analisi “voce per voce” nel consueto #SottoEsame, con le prime impressioni di guida e i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo; in coda trovate anche le risposte ad alcune delle domande che ci avete posto attraverso i social. Sul prossimo numero di In Moto, invece, la prova completa con tanti approfondimenti esclusivi.
Aprilia Tuareg Rally: le foto della prova
La primissima cosa che salta all’occhio è sicuramente la colorazione rally replica delle moto ufficiali, un total black con dettagli grafici in bianco rosso e viola. Ma non è solo questa la novità della regina del deserto. Vediamole insieme
Guarda la galleryLa primissima cosa che salta all’occhio è la colorazione rally replica delle moto ufficiali: un total black con dettagli grafici in bianco rosso e viola, e incorniciati dal rosso fuoco dei tubi del telaio. A completare e impreziosire l’estetica notiamo poi le anodizzazioni in oro di cerchi, foderi forcella e manubrio. All’avantreno troviamo il parafango che è rigorosamente alto, e il reparto illuminazione che, pur essendo sempre a triplo faro, vede un lifting, risultando più snello e visivamente più leggero.
Per quando le situazioni si fanno più complicate, tecco dei rinforzi e delle protezioni aggiuntive, a partire dal paramotore, che in questa versione è più spesso e più avvolgente. Rinforzato è anche il guidacatena e, dando un’occhiata al cavalletto, troviamo una base di appoggio più larga e una placchetta protettiva posizionata dove passano i sensori. Maggior protettività anche per quel riguarda le estremità del manubrio, dove troviamo robusti paramani con anima in alluminio. Infine la sella: unica e rialzata di 20mm rispetto alla standard e con estremità posteriore dotata di scanalature che aumentano il grip per quando si è in posizione tutta distesa.
VOTO: 9
Spostiamoci ora sul piano tecnico, partendo però dagli aggiornamenti rispetto alla versione precedente, che ritroveremo anche nella versione standard di quest’anno. A partire dal motore, che riceve l’aggiornamento a Euro 5+. Potenza e coppia rimangono invariati, con 80 CV a 9.250 giri/min e 70 Nm a 6.500 giri/min. La novità riguarda i corpi farfallati, che passano da 48mm a 52mm, esaltando la reattività dell’erogazione a tutti i regimi di giri, e un nuovo generatore a terre rare che riduce le inerzie, contribuendo a migliorare lo spunto. La differenza maggiore si percepisce utilizzando la mappa Off-road, dove la reattività è settata al massimo. Un altro aggiornamento che troviamo anche sulla versione standard riguarda l’impianto di raffreddamento: la pompa dell’acqua ora è più efficiente e le ventole passano da tre a una, che risulta essere più leggera e potente. È stato anche rinnovato il telaietto anteriore di supporto alla strumentazione, ora più resistente.
Ma quali sono gli elementi specifici della versione Rally? Le sospensioni rimangono le KYB da 240mm di escursione, con forcella da 43mm, ma ciò che fa la differenza sono alcune componentistiche interne per la regolazione, e soprattutto le molle, che in questa versione hanno una costante elastica (K) lineare e non progressiva. Questo le rende più sostenute lungo tutta l’escursione, riduce il sag statico e aumenta l’altezza da terra. Un altro elemento che fa la differenza sono i cerchi heavy-duty in ergal a canale stretto, 21x1.85” e 18x4”, che ospitano la camera d’aria. Oltre ad essere più leggeri, sono anche più resistenti.
Di primo equipaggiamento troviamo le Pirelli Scorpion Rally. Lo scarico è un gustosissimo SC-Project in titanio, con fondello da 60mm, progettato per esaltare prestazioni e sound. La curva del manubrio è stata rivista per migliorare le prestazioni nella guida off-road. Il peso passa dai 204 kg della versione standard a 199 kg in ordine di marcia. Il pacchetto elettronico rimane invariato e include la suite APRC, che comprende ATC (controllo di trazione), AEB (freno motore regolabile), AEM (mappe motore), ACC (cruise control) e 4 Riding Modes (2 fissi e 2 personalizzabili). Il quickshifter up and down è disponibile come optional.
VOTO: 9
La posizione in sella è sostenuta e l'altezza da terra non permette di poggiare bene entrambi i piedi contemporaneamente, per avere una buona base di appoggio è necessario, infatti, alzare l’altro su una pedana, o almeno questo vale per me che ho un’altezza di 174cm. I comandi si raggiungono tutti con facilità e abbiamo la possibilità di regolare la distanza di leve freni e leva del cambio, non è possibile personalizzare la distanza della leva frizione. La triangolazione sella-pedane-manubrio risulta azzeccata per la mia statura, sia in posizione seduti, in cui le gambe non sono troppo raccolte, e anzi risultano ben protette dal serbatoio, che in piedi, in cui la posizione in sella risulta eretta e non eccessivamente caricata sull’anteriore, la sella è a sezione stretta per cui si riesce a stringere bene la moto o a muoversi agilmente in avanti e indietro. Se, però, avete intenzione di viaggiare con un passeggero dovrete prendere in considerazione una sella comfort e un portapacchi. Il cupolino risulta protettivo quanto basta per i trasferimenti, è bello verticale e non è mai di intralcio quando la guida si fa più aggressiva e siamo costretti ad avanzare tanto con il busto e la testa.
VOTO: 8,5
Il percorso che abbiamo affrontato per la prova è stato quasi solo esclusivamente sterrato, i pochi tratti di asfalto che abbiamo fatto son stati per lo più di trasferimento, ma d’altronde è proprio in off che la Tuareg Rally esprime tutto il suo potenziale ed è dove ci interessava testarla. Guida d’eccezione è stata Jacopo Cerutti, che insieme ai ragazzi di Aprilia e a quelli di Enduro Republic ci hanno portato tra gli sterrati del piacentino alla scoperta di questa moto.
La cosa che sorprende subito fin dai primi metri è la facilità di utilizzo e fiducia che la Tuareg infonde. Messe le ruote sui primi ghiaioni sembrava di conoscerne già le dinamiche ciclistiche; entra in traverso quasi da sola e la sensibilità con cui è facile controllarla ti aiuta subito a fidarti. Le sospensioni copiano molto bene tutte le asperità e la moto rimane dove deve stare senza scomporsi troppo, inoltre, un altro vantaggio è che reagiscono parecchio alle regolazioni, bastano i giusti click nella direzione corretta e possiamo davvero cucircela addosso. Con il K lineare perderemo sicuramente qualcosa in termini di comfort, ma è decisamente un prezzo che chi ama il fuoristrada è disposto a pagare.
Il baricentro potrebbe sembrare alto, vista la posizione del serbatoio ma, di fatto ci rendiamo conto che il tutto è davvero molto ben bilanciato. Il peso percepito è veramente poco e questo contribuisce a far naturalmente danzare la moto tra una sponda e l’altra, tra una pennellata in una direzione e una in quella opposta. È semplice anche direzionarla dove lo si desidera, la leggerezza e la sezione ridotta dei cerchi fanno il loro gioco, e il risultato è un avantreno davvero preciso e sensibile ai cambi di direzione, dove pensi di voler andare, lei è già lì. Il motore settato in mappatura off-road poi è quello che ci vuole, sempre pronto e reattivo, la schiena non è esagerata ma quanto basta per tirarti fuori da tutte le situazioni e per anticipare e saltar via gli ostacoli imminenti. Noi abbiamo provato una versione con il quickshifter installato, e la cambiata risulta morbida e regolare. Facendo un giro anche sulle altre mappature ci si accorge che la differenza si avverte bene, più tranquilla e regolare in apertura di gas la urban e una via di mezzo la explore.
VOTO: 9
Le dotazioni e la qualità costruttiva sono di alto livello, e il pacchetto elettronico di serie è esaustivo, anche se il quickshifter è opzionale. Tuttavia, se cercate una bicilindrica pronta per affrontare un rally e spingere al massimo in fuoristrada, potete tranquillamente mantenerla così com’è senza fare grandi modifiche. Se, invece, avete intenzione di utilizzarla per viaggi, un’occhiata a qualche accessorio potrebbe essere utile.
In ogni caso, il prezzo di 13.999 euro è interessante considerando la qualità e la completezza che offre. Per la versione standard, invece, il prezzo è di 12.199 euro.
VOTO: 8
Possiamo sicuramente dire che è una moto con cui è molto facile prendere confidenza e divertirsi in fuoristrada. In certi momenti, sembra quasi di avere tra le gambe una monocilindrica specialistica, e questo è un piacere quando ci si trova su una mulattiera con quasi 200 kg di moto. Se quindi siete enduristi, amanti delle bicilindriche, dei raid africani e se il fuoristrada è sempre l’obiettivo principale delle vostre uscite, sono certo che potreste seriamente prenderla in considerazione.
VOTO FINALE: 8,7
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